Bobbio e la Valtrebbia

Le prime notizie storiche ci vengono resti neolitici di un villaggio al monte Groppo presso Bobbio. La parte pianeggiante della valle vide la battaglia della Trebbia in cui, secondo il racconto dello storico romano Polibio, nel dicembre del 218 a.C. Annibale inflisse una pesante sconfitta al console romano Tito Sempronio Longo.


L'esercito dei cartaginesi, riuscì a bloccare la fanteria romana in una zona paludosa dell'alveo; la cavalleria numidica appoggiata dagli arceri fece strage dei soldati romani di cui solo un terzo riuscì a trovare scampo sull'altra sponda del fiume Trebbia.


La storia di questa vallata è legata soprattutto alla presenza del monastero fondato nel 614 dal monaco irlandese San Colombano a Bobbio, per tutto il Medioevo uno dei più importanti centri monastici d'Europa, famoso per lo scriptorium il cui catalogo comprendeva oltre 700 codici, fra cui 25 dei 150 manoscritti più antichi della letteratura latina esistenti al mondo. Abbazia matrice dell'ordine monastico, la sua potenza si estendeva sia in Italia che in Europa grazie a numerose abbazie e monasteri, in Italia del nord ebbe un vero Feudo, poi sostituito dalla Contea vescovile di Bobbio. Nel 1014 ebbe il titolo di Città, divenendo Diocesi e Contea, prima indipendente poi sotto il Ducato di Milano, ed infine sotto i Savoia. Provincia genovese fino all'unità d'Italia. Fino al 1923 fu parte della provincia di Pavia, poi passò alla provincia di Piacenza. Per tutto il medioevo fu punto cruciale per il controllo del traffico del sale, prodotto anche dalle saline locali. Nel corso del IX secolo il monastero era in grado produrre oltre 2.000 anfore di vino all'anno, 3.000 libbre d'olio, 1.400 quintali di cereali, 5.500 maiali e 1.600 carri di fieno. Furono proprio i monaci, provenienti da tutta l'Europa, ad iniziare la tradizione millenaria della vite in questa terra fortemente vocata.

Bobbio, il CUORE della Valtrebbia

Il centro storico ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale. Simbolo della cittadina il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), un ponte in pietra di origine romana, che attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari. Domina il Santuario della Madonna del Penice, che si trova sulla cima del monte omonimo. Località turistica frequentata in estate per lo splendido clima e le interessanti offerte culturali, anche in inverno grazie alle stazioni sciistiche.



Ernest Hemingway, transitando in questi luoghi come corrispondente al seguito dell'esercito di liberazione nel 1945, si dice abbia scritto sul proprio diario:
« Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo »

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